Presentazione del Gruppo Italiano Screening del Cervicocarcinoma

Perché il GISCi

Lo screening del cancro del collo dell'utero è certamente uno strumento efficace per ridurre drasticamentein la frequenza di tumori invasivi in tale sede. Diverse esperienze indicano che, in particolare i programmi organizzati si sono dimostrati capaci di raggiungere tale obiettivo. Vari paesi della Comunità Europea adottano programmi di screening organizzato per il cancro del collo dell'utero (Inghilterra, Olanda, Finlandia, Svezia) ed altri si apprestano ad adottarli.

In Italia vengono eseguiti ogni anno circa 4 milioni di Pap test, ma la distribuzione dei test non è omogenea, per cui solo una parte della popolazione femminile ha accesso alla diagnosi precoce.
Il Piano Sanitario Nazionale raccomanda l'estensione dello screening del cervicocarcinoma su tutto il territorio nazionale, indicando il Pap test come test di diagnosi precoce, da eseguire ogni tre anni nelle donne tra 25 e 64 anni.

Tali raccomandazioni sono anche fatte dalla Comunità Europea nelle linee guida per lo screening del carcinoma del collo dell'utero, dalla Commissione Oncologica Nazionale, dal CNR, dall'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, e dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.
Negli ultimissimi anni, in Italia, si è verificato, ed è in corso, un notevole sviluppo dei programmi organizzati di screening del cancro della cervice uterina, prevalentemente su base regionale (relazione A.Iossa), anche come risultato delle raccomandazioni e dei finanziamenti erogati dal Ministero della Sanità.

E' prioritario, nello screening, assicurare un'elevata qualità, al fine di ridurre gli effetti negativi (sovra-diagnosi, sovra- e sotto-trattamento), e per contro prevenire il maggior numero possibile di carcinomi invasivi a parità di volume di attività e di costi.

E' sempre più forte la consapevolezza che la diagnosi precoce richieda il concorso di diverse competenze professionali (ginecologi, patologi, epidemiologi, medici di medicina generale, psicologi, economisti sanitari, esperti di organizzazione dei servizi).

Cos'è il GISCi

Il Gruppo Italiano Screening del Cervicocarcinoma (GISCi) è un'Associazione senza scopi di lucro che si propone la promozione e qualificazione dell'attività di screening organizzato del cancro del collo dell'utero.

Il GISCi è un'associazione multidisciplinare, cui possono aderire tutti coloro che operano o sono interessati ai programmi di screening del cervicocarcinoma in Italia. Il confronto multidisciplinare è uno degli obiettivi principali dell'associazione. Esistono rapporti di collaborazione con la Società Italiana Anatomia Patologica e Citologia, la Società Italiana di Citologia, la Società Italiana di Colposcopia e Patologia Cervico-Vaginale e l'Associazione Italiana di Epidemiologia.

Il GISCi è nato nel 1996 come gruppo non formalizzato. Successivamente, nell'assemblea tenuta a Bologna nel Dicembre 1998 èstata decisa la costituzione formale, che è avvenuta nell'Aprile 1999, è stata approvato lo statuto ed eletta la segreteria.

L'attività del GISCi si svolge soprattutto attraverso i Gruppi di Lavoro. I gruppi attualmente esistenti riguardano "organizzazione e valutazione", "test di primo livello", "approfondimenti diagnostici e trattamento".

Attività del GISCi

Una delle principali attività del GISCi è stata la conduzione di indagini annuali, prima per censire i programmi di screening esistenti e le loro principali caratteristiche organizzative e poi per rilevarne indicatori di qualità e di processo. Ciò ha permesso le prime attività di valutazione sull'attività di screening del cervicocarcinoma in Italia, la produzione di statistiche di livello nazionale ed il confronto tra diverse realtà nazionali (link con relazione Scarinci e poster Firenze) e straniere (link con poster Vienna). In tale ambito si sono prodotte ed approvate linee guida per la produzione di indicatori di processo e formati standard di produzione di dati (Manuale indicatori).
Un'altra attività cruciale del GISCi ha riguardato una serie di iniziative mirate a rendere più omogenei i criteri di interpretazione della citologia e dell'istologia cervicale: circolazione di set di preparati tra laboratori, studio della riproduciblità diagnostica, confronto e discussione di preparati.

Sulla base di questa attività il GISCi si pone come luogo di coordinamento, collaborazione e individuazione di iniziative comuni tra i programmi di screening organizzato, per la promozione della qualità, nonché come luogo di confronto per la definizione di standard (ad esempio in termini di valutazione). In effetti, ha finora partecipato alle sue attività la grande maggioranza dei programmi organizzati italiani, sia quelli di maggiore esperienza "storica" sia quelli che hanno iniziato più recentemente l'attività. Sono stati inoltre largamente coinvolti molti dei centri ed organizzazioni che si occupano del coordinamento dello screening del cancro del collo dell'utero a livello regionale.