Un pensiero in ricordo di Gioia Montanari

In ricordo di Gioia Montanari


 

Ho conosciuto Gioia a soli 18 anni: è stata la mia ginecologa per oltre trent'anni. La sua presenza affettuosa e rassicurante ha accompagnato la mia giovinezza, le mie due gravidanze e infine una grave malattia, che non rientrava nella sua sfera di competenza. Decisi comunque di andare a consultarla prima di iniziare le terapie pre-intervento. Lei non sapeva ancora nulla; le porsi l'esame istologico senza riuscire a parlare. Diede una rapida occhiata al referto ed esplose in un'imprecazione; quella reazione spontanea e sincera, inconsueta in un medico, mi diede il senso del suo personale coinvolgimento e mi rese più facile ascoltare i suoi consigli e le sue valutazioni. Per tutto il periodo delle terapie e degli interventi chirurgici seppi di poter contare su di lei, fino a quando, poco prima di ammalarsi, mi telefonò una sera a casa per comunicarmi gli esiti di un esame e rassicurarmi: non voleva che mi spaventassi inutilmente leggendo il referto. Siamo tutte orfane, come disse una mia amica commentando la triste notizia della morte di Gioia.
Maria Cristina Ferro

21 settembre 2011


 

In occasione del Convegno Nazionale GISCi, Viterbo 16, 17 Giugno 2011

Nel segno di Gioia Montanari
Silvia Brezzi

Questo è il primo Convegno Gisci da quando Gioia Montanari non è più tra noi. Domani è un anno dalla sua morte.
Già lo scorso anno al convegno di Venezia lei non era presente perché gravemente ammalata.

La mia non vuole essere una commemorazione ufficiale, non voglio ripercorrere le tappe della sua brillante carriera, né elencare le tante competenze professionali e le sue grandi doti umane; altri, più qualificati di me, lo hanno fatto mirabilmente in più occasioni.


Io vorrei ricordare il segno che Gioia ha lasciato nel GISCi, ma soprattutto vorrei spiegare che se oggi siamo qui e teniamo il convegno nazionale del GISCI a Viterbo lo dobbiamo a Gioia.
Vorrei raccontare a tutti voi quanto Gioia ha significato per me, per la mia vita professionale, per il Programma di Screening dell’ASL di Viterbo e quindi per le donne.

Ho incontrato Gioia la prima volta nel Giugno del 1995 quando ero un’abbastanza giovane ginecologa dei consultori di Tarquinia e Montalto di Castro e volendo provare ad imparare qualcosa sui Programmo di Screening frequentai un corso all’ISS.
Conobbi tanti illustri docenti che mi aprirono nuovi orizzonti e mi insegnarono molto.
In particolare ricordo Nereo Segnan e Mimmo Ronco che mi sembrarono bravissimi ma inavvicinabili e mi misero tanta soggezione.
Nereo ancor’oggi un po’ di soggezione me la mette; Mimmo non più, abbiamo condiviso tante cose, soprattutto lo studio NTCC, perciò niente più soggezione!


Ma l’incontro con Gioia ha impresso un segno fondamentale alla mia vita professionale.
Di lei si percepiva immediatamente l’enorme cultura e competenza, ma soprattutto emanava una grandissima capacità comunicativa, un’immensa umanità ed empatia.
Gioia realmente si metteva nei panni dell’interlocutore, dava moltissimo e aveva una vera capacità di ascolto, parlare con lei era realmente uno scambio.

Quindi nel luglio del 1995 cominciai a muovere i primi faticosissimi passi per organizzare lo screening nella provincia di Viterbo; non fu facile; per lo più incontravo indifferenza e diffidenza, furono in pochissimi a crederci subito e per questo li voglio ricordare oggi:
Mostafà Amini, il primario anatomo patologo
Adriana Bruno, ginecologa ed amica, che poi sono andati a Roma.
Angela Brachini, assistente sanitaria, che è stata ed è ancor oggi un’ affidabile e competente collaboratrice.
Roberto Ottaviani, citologo, Patrizio Raggi, colposcopista che tutti ben conoscete.

Siccome la formazione è una tappa fondamentale nell’organizzazione dei programmi di screening, mi feci coraggio e telefonai a Gioia Montanari, erano trascorsi pochi mesi dal nostro primo incontro, per chiederle di venirci a fare la formazione per il secondo livello.
Lei mi dette un appuntamento a Roma al Residence Ripetta, poi mi disse che aveva preso informazioni su di me!
Quando arrivai, piuttosto preoccupata di trovarmi di fronte ad una personalità di fama internazionale io, modesta ginecologa di provincia, mi accolse con tanto affetto e mi mise immediatamente a mio agio e capii che avevamo tantissimo in comune.

Mi parlò subito con grande entusiasmo ed affetto dei suoi gatti e di Arturo e Benedetto, ed io che ero emozionata e frastornata dalla sua espansività all’inizio non capivo bene chi dei due fosse il cane e chi il marito!
A quel punto mi rilassai completamente, la nostra sintonia fu assoluta e la nostra amicizia fu per sempre.
Anche io le raccontai a lungo e con affetto di Alessandro, mio marito, e di Ludwig ed Elettra i nostri cani.
Poi finalmente parlammo dello screening.
Poco dopo lei venne a fare la formazione per il secondo livello suscitando un forte interesse e stimolando le nostre potenzialità.
Noi riuscimmo a far partire il programma di screening a febbraio 1997 e…….ancora siamo qui.

Gioia come tutti ricorderete è stata tra i promotori della costituzione del GISCi, che è avvenuta in una
riunione tenuta a Torino il 23 settembre del1996 e mi piace ricordare che in quella occasione mi ospitò a casa sua e mi introdusse nell’ambiente.

Gioia è stata anche tra i fautori della costituzione del Gruppo di lavoro sulla comunicazione all’interno del GISCI, che sotto la guida di Anna Iossa e Carla Cogo ha prodotto e produce tantissimo lavoro in stretta collaborazione con il gruppo interscreening, coordinato da Marco Petrella.

Il tema della comunicazione interessava e coinvolgeva moltissimo Gioia, uno dei ricordi più vivi di tutti noi è la presentazione dei risultati della sua indagine su come le donne vedevano e disegnavano l’apparato genitale femminile.

Per Gioia parlare con le donne, ascoltare e capire le donne, realizzare qualcosa di utile per la tutela della salute delle donne, specie quelle più svantaggiate, è stato un principio irrinunciabile che ha segnato tutto il suo percorso umano e professionale, e questo ci accomuna.

Il grande insegnamento che Gioia mi ha dato e che ha dato a noi tutti si può riassumere in questo:
agire e lavorare coniugando la correttezza ed il rigore scientifico ad una grande umanità e capacità di ascolto e soprattutto con tanto entusiasmo.

Gioia ha lasciato un grande segno.

Gioia è presente con noi oggi e lo sarà per sempre, nelle nostre menti e nei nostri cuori.


 
Una donna che non seguiva uno stile: lo creava, nell’abbigliamento come nelle espressioni verbali. Invidio chi ricorda quando l’ha conosciuta, io non riesco, per me è sempre stata da quando mi sono avvicinata al “mondo GISCi”. Con lei ho condiviso alcuni lavori sullo studio della popolazione straniera inserita nei programmi di screening ed è stato un vero momento di crescita sentire le sue storie sulle fragilità delle donne meno fortunate di noi italiane (e del Nord Italia per giunta). In tutti noi che l’abbiamo conosciuta ha lasciato un seme: quello della curiosità e del dubbio di non saperne mai abbastanza.
Arrivederci, treccia d’oro.

Emanuela da Mantova
13 ottobre 2010


 
E' bello pensarti lassù mentre ti prendi amorevolmente cura di tanti angioletti, con la stessa passione con cui hai seguito noi nella tua vita terrena.
Grazie Gioia per la professionalità immensa che hai profuso in ogni attimo, grazie per la semplicità e la bontà che ci hai trasmesso ad ogni incontro.
Con te ho vissute le tappe fondamentali della vita intima di una donna : i primi turbamenti adolescenzali, la grandezza della maternità,le ansie e le paure recondite della femminilità.
Ho rivissuto in mia figlia l'inizio dello stesso percorso ... Peccato che ci hai lasciati così presto, noi non ti dimenticheremo mai e anche se non potremo più vedere il tuo volto e sentire le tue parole, sappi che rimmarai per sempre nel nostro cuore e soprattutto resterà incancellatibile nel tempo la tua immensa umanità.
Ricordo con tenerezza quando parlavamo dei nostri amati gatti!

Pavan Maria Margherita
07 ottobre 2010



Il mio ricordo della Prof.ssa Montanari è quello di una semplice paziente di Gioia, mai ho avuto medico migliore di lei, mai ho trovato in altri la capacità di far sentire al centro dell'interesse professionale, ma sopprattutto umano, chi le stava di fronte. Con Gioia ho sentito per la prima volta il battito del cuore della mia bambina, ora ventenne, con lei ho diviso le ansie e la felicità della mia gravidanza, essendo io una "primipara attenpata", termine che ci faceva sempre scoppiare in una grande risata.Gioia mi ha accompagnata nei passaggi fondamentali della vita di noi donne. Non la voglio ricordare per la sua grandezza professionale, lo fanno e lo faranno i suoi colleghi, io voglio che non si dimentichino le sue battaglie per la salute di tutte noi, per la sua lotta contro ogni forma di prevaricazione sulle donne. La voglio ricordare per il suo affetto vero e sincero verso noi pazienti, per la sua meravigliosa abitudine di chiamarci con il nostro nome di battesimo con l'intenzione di abbattere quella barriera che c'è sempre fra medico e paziente. La medicina ha perso una grande mente, ma noi abbiamo perso un grande cuore e la sicurezza che la nostra salute era nelle mani migliori. Grazie Gioia, grazie a nome di tante donne che, come me, hanno avuto la fortuna di averti come medico. Gioia ricordi quante chiacchiere sui nostri animali? Gioia rimarrai nel mio cuore e in quello di mia figlia per sempre, con il tuo sorriso e la tua dolcezza.
Ciao

Luciana Serra
23 Luglio 2010



La Prof. Montanari mi ha fatta nascere, 32 anni fa ed stata la mia ginecologa.
Avrei desiderato fosse Lei a seguire una mia futura gravidanza.
Era una donna attenta e sensibile e con una innata capacità di creare un contatto umano con le proprie pazienti.
Le Sue visite, attente e scrupolose, i Suoi consigli preziosi e il Suo umorismo, rimarranno per sempre nei miei ricordi e temo sarà quasi impossibile trovare una persona così speciale alla quale affidare il delicato compito di medico ginecologo.
L'ultimo ricordo che ho di Lei è legato ai miei studi da Biologa e alla forza con la quale mi ha spronata a non mollare mai di fronte agli insuccessi.
La stimavo immensamente e mi mancherà molto.
Mai nessuno ha portato un nome più degnamente di Lei, Gioia.

Barbara Azzolini
06 Luglio 2010



Ho conosciuto Gioia in occasione dei vari incontri organizzati dal Gisci; inutile ricordare le sue doti professionali note a chiunque l'abbia conosciuta. Ciò che mi piace ricordare è il suo atteggiamento materno quando, in occasione dell'ultimo test di competenza europeo per lettori di citologia (lei era membro della commissione ed io partecipavo al test), mi incitava a non scoraggiarmi di fronte alla difficilissima situazione lavorativa della mia regione, a credere che le competenze acquisite non possono passare a lungo inosservate...voglio crederci Gioia, penso che sia l'unico modo per onorare la tua memoria.
Ciao

Rosa Manzi
28 Giugno 2010



La prima volta che la incontrai fu a Bertinoro; si respirava una piacevole aria di grandi pensieri in movimento e lei contribuiva a rendere tutto molto naturale. Pensai non fosse dote comune.
Ricorderò poi la sua casa, che parlava di lei e le sue polpette al limone, di cui era molto fiera.

Liana Bonfrisco
25 Giugno 2010



Mi pare impossibile pensare che non sia più tra noi: con Gioia abbiamo condiviso molte cose, dall'organizzazione di seminari avanzati di riflessione su concordanza diagnostica, trattamenti, ecc. alla formazione di base delle ostetriche e degli operatori, alla comunicazione e alle aspettative delle donne. La sua versatilità, la sua completezza come ginecologa, come citopatologa e come Donna, la sua concretezza e soprattutto la sua capacità di trasmettere il suo sapere, di comunicare a tutti il suo entusiasmo e di motivare le persone ne hanno fatto per noi una collaborazione preziosa. Mi fa male pensare che è diventato un ricordo vederla con il suo trolley pieno di diapositive, con i suoi questionari alle donne, con il suo modo diretto, schietto, veritiero di dire quello che pensa. Vorrei che tutto questo non resti solo un ricordo. Invito gli altri a programmare un evento che ne raccolga l'eredità e il messaggio, perché il suo contributo e la sua originalità resti vivo.
Marina Scarinci
25 Giugno 2010



Gioia era una persona speciale, un po’ sorella maggiore e un po’ maestra che generosamente metteva a disposizione dei suoi colleghi più giovani la sua esperienza. Mi mancheranno i suoi consigli e la passione che metteva in tutte le cose, specialmente quando mi stimolava a portare avanti dei progetti di lavoro che mi sembravano troppo ambiziosi per le mie forze. Non sottovalutava la difficoltà che avremmo incontrato, ne era consapevole, ma mi incoraggiava e alla fine mi convinceva . Abbiamo fatto tante cose buone insieme nell’ambito della comunicazione nello screening e queste cose rimarranno come testimonianza del suo grande contributo. Non voglio ricordare Gioia solo per il lavoro ma anche per le sue grandi qualità di donna. E’ stata una donna di grande umanità, forte e tenace, che non si arrendeva davanti a niente, meno che mai agli acciacchi che qualche volta l’affliggevano. Bastava un braccio a cui appoggiarsi e lei andava avanti indomita.
La voglio ricordare come l’ultima volta che ci siamo incontrate a Firenze, sorridente con la sua treccia bianca e con l’entusiasmo e la passione di una ragazza.

Ciao Gioia
Anna Iossa
22 Giugno 2010



Mi chiamava il suo fratello minore. Anzi uno dei suoi fratelli minori. L’altro era Bruno Ghiringhello. Questo era il nostro rapporto iniziato lavorando insieme nel GISCi e divenuto una amicizia profonda e complice dei nostri affanni quotidiani. Mi mancherà lo spirito, l’umorismo, la concretezza ed il disincanto verso ogni forma di potere che aveva nell’affrontare la vita.
Ho in mente un suo arrivo a Firenze in una notte di dicembre. Aveva avuto un contrattempo nello scendere dal treno. Ma né la stanchezza di una lunga giornata di lavoro né l’inconveniente avevano spento il suo sorriso e la voglia di prendersi in giro. Ho in mente anche Gioia e Benedetto al mare che fanno il bagno con l’allegria e l’agilità di due ragazzini. Una carezza a Benedetto. Le mancherà più che a noi. Spero che dov’è ora ci siano tanti gatti a farle compagnia. Un bacio da Clelia.

Massimo Confortini
22 Giugno 2010



Gioia è stata per me "un grande maestro", una carissima amica, una persona speciale; la sua cultura, la sua esuberanza e la sua franchezza mi sono state di guida e di sostegno. Nel nostro primo incontro, tantissimi anni fa, abbiamo parlato dei nostri cani, dei suoi gatti e dei nostri mariti e poi di screening.
Ho voluto molto bene a Gioia, mi manca tanto e conserverò sempre molto vivo il suo ricordo.

Silvia Brezzi
21 Giugno 2010



Al di là della sua professionalità, che tutti conosciamo, serbo di Gioia il ricordo di una persona gentile ed attenta. E’ un ricordo che mi accompagnerà e mi farà da maestro.
Maria Rosa Russo
18 Giugno 2010



Anche se non conoscevo bene Gioia Montanari, sono davvero dispiaciuta della notizia.
Sembra sempre che le persone, da quelle più care a quelle conosciute per poco, debbano essere in un certo qual modo "eterne".

Valeria Fabio
18 Giugno 2010



Gioia Montanari era a noi tutti molto cara e ben nota per le sue grandissime doti umane, la sua bontà e la sua simpatia prima che per le sue immense doti professionali. Abbiamo avuto modo di conoscerla in molti anni di confronto nell'ambito dei programmi di screening, e molto spesso e volentieri ha accettato i nostri inviti a partecipare ai nostri incontri scientifici portando sempre preziosissimi e accattivanti contributi: credo che il suo ricordo sarà difficilmente cancellato e cancellabile.
Carlo Naldoni
18 Giugno 2010



Gioia veniva alle nostre riunioni strappando tempo anche per questo. Portava con sé l'entusiasmo di un'altra età, l'esperienza di mille battaglie e per noi tutti un affetto esigente.
Possiamo appena immaginare cosa significhi la sua perdita per chi ha diviso la vita con lei e speriamo possa essere di sostegno sapere per quanti fosse preziosa la vita di Gioia.

Marco Petrella
a nome del Gruppo di lavoro interscreening sulla comunicazione
18 Giugno 2010



Carissimi, Gioia Montanari ci ha lasciato. Non è facile per me che ho goduto della Sua amicizia trovare le parole: non solo Gioia è stata membro fondatore del GISCi, ma ha sempre attivamente partecipato alla vita associativa con grande passione e professionalità. Ci mancherà il Suo contributo, e non sono solo parole vuote e di circostanza, ma nascono dal cuore....e soprattutto ci manca la Sua presenza e l'amicizia sincera che ci ha donato; ricordiamoLa insieme.
Claudio Angeloni - Segretario Nazionale
18 Giugno 2010


 

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